mercoledì 19 dicembre 2007

“Se la gioventù le negherà il consenso… la mafia sparirà come un incubo”

Se la gioventù le negherà il consenso… la mafia sparirà come un incubo”: questa frase di Paolo Borsellino ha dato il titolo alla giornata di riflessione e di memoria che si è tenuta ieri presso l’Auditorium dell’I.I.S.S. “Don G. Colletto” di Corleone, durante la quale studenti, docenti e autorità politiche e non, si sono ritrovati uniti per dire il loro “no” a tutti i fenomeni legati alla mentalità mafiosa. Per l’occasione gli allievi si sono esibiti in una performance, nel corso della quale hanno ricordato con canti e letture, la vicenda di alcune vittime della mafia, da Nicola Alongi a Placido Rizzotto, da Pio La Torre a Rocco Chinnici, da Rosario Livatino, a Rita Atria. Alla tavola rotonda erano presenti l’on.le Giuseppe Lumia, vice presidente della Commissione Parlamentare Nazionale Antimafia, il sindaco del comune di Corleone, dott. Antonino Iannazzo, il dott. Michele Prestipino, magistrato della Procura Distrettuale Antimafia, i giovani di “Addio pizzo” e i ragazzi che hanno partecipato ai campi di lavoro di “Libera”. Molto significativa è stata la testimonianza di Franco Accordino, della squadra mobile di Palermo, che negli anni delle stragi ha lavorato fianco a fianco con coraggiosi uomini e rappresentanti dello Stato come Ninni Cassarà, capo della squadra mobile negli anni della “mattanza” e Antonino Burrafato, componente della polizia penitenziaria di Termini Imerese, ucciso barbaramente per aver voluto svolgere il suo dovere senza cedere alle pressioni di un mafioso. Il figlio, Salvatore Burrafato, presente al dibattito, ha ricordato come la sua vita di sedicenne fosse stata sconvolta da questo evento, dando così voce al dolore delle famiglie colpite dalla ferocia mafiosa . Noi giovani ammiriamo la forza intellettuale che ha animato questi “eroi”, uccisi appunto perché ritenuti tanto intelligenti da poter minacciare il sistema basato sull’omertà e sul consenso che contribuiva ad accrescere sempre di più il potere mafioso. Abbiamo il dovere di non rendere vano il sacrificio di questi uomini, combattendo l’indifferenza e compiendo ogni giorno il nostro dovere di cittadini liberi, perché la mafia esiste ed è una mentalità diffusa anche nella società odierna, c’è ogni qual volta l’esagerato desiderio di potere e di denaro spinge l’uomo a commettere azioni ignobili. Grazie alla scuola e agli esempi quotidiani possiamo affermare la cultura della Legalità, che non è mafia, non è razzismo, non è delinquenza, non è minacciare, non è uccidere, è ben altro: è lottare per la giustizia e la rivendicazione dei diritti di ogni cittadino, anche dei più deboli. Saremo noi coloro sulle cui gambe continueranno a camminare le idee di chi ha amato tanto lo Stato da dare la propria vita per affermare i valori della legalità e della pacifica convivenza. E come era solito dire don Pino Puglisi “se ognuno fa qualche cosa, allora si può fare molto”
Giusi Giacopello, (5’M. Classico)
Marta Pinzolo, ( 3’ A- Scientifico)

1 commento:

VitaSanaS ha detto...

Care Giusi e Marta,
Complimenti vivissimi per questo vostro articolo: condivisibilissimo!
Dall’alto (o basso) della mia età (classe 1946; potrei fisiologicamente essere vostro nonno) ed esperienza, ho riflettuto sui vostri due SE: se la gioventu’ negherà il consenso (Borsellino) e se ognuno fa qualcosa (Don Puglisi).
Cosa é necessario per permettere alla gioventu’ di ’negare il consenso’ e ’fare qualcosa’ contro l’agire e la mentalità mafiosa?
La risposta é relativamente semplice: una delle principali ’condicio sine qua non’, é quella della sicurezza e indipendenza economica! Se la gioventu’ e ‘ognuno’ avrà la possibilità di avere un lavoro (non un posto) basato sul lavoro, quindi relativamente sicuro e duraturo, allora e solo allora, sarà possibile poter vivere secondo i ’valori della legalità e della pacifica convivenza’. Quindi, oltre a queste lodevolissime e necessarie manifestazioni, bisognerà adoperarsi, TUTTI, per creare una situazione di maggiore sicurezza e indipendenza economica. A Corleone, lo sapete meglio di me, l’unica possibilità reale é rappresentata dal settore agro-alimentare MODERNIZZATO!! Se si riesce a metterlo in movimento, ne risentiranno, automaticamente, anche tutti gli altri (servizi, negozi, commercio etc.). È bene ripeterselo: Il volano dell’economia corleonese puo’ essere, realistacamente, solo il settore agro-alimentare. E sarebbe bene che lo capissero anche tutti quei giovani, futuri propetari di terre (e magari con un diploma in agricoltura), che si fanno in quattro, per un ‘posto di precario’.

Provate a ’intavolare’ questo tipo di discussione anche in classe e nell’ambito delle attività dei vostri istituti. Gradirei, a proposito, la vostra opinione su una mia proposta ( I Corleonesi emigrati una risorsa e un valore aggiunto per Corleone), che trovate sul mio sito (www.leouca-criscione.net) o su quello di Dialogos o Città Nuove.

Serene e felici feste,
un CORdiaLEONESE saluto dalla Svizzera
Leoluca Criscione